Glossario
In questa sezione trovi un glossario dei principali termini tecnici e clinici utilizzati nel nostro sito e nei materiali Dr Brux®.

A

acufene

Noto anche come “tinnito“, è un disturbo a carico dell’orecchio che si manifesta con una percezione sonora per lo più a tonalità acuta (simile a un fischio, a un ronzio o a uno scampanellio) seppur in assenza di rumori esterni.

A

ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE

L’ATM (articolazione temporo-mandibolare) è l’articolazione che collega la mascella al cranio. Si chiama temporo-mandibolare perché collega la mandibola, alle ossa temporali (laterali) del cranio, che si trovano davanti alle orecchie.
Questa articolazione ti consente di muovere la mascella su e giù e da un lato all’altro.
Questi importanti movimenti di base ti consentono di parlare, masticare e sbadigliare.

B

BRUXISMO

Definisce l’attività dei muscoli masticatori che porta al digrignamento o al serramento dei denti o della mandibola di giorno o durante il sonno, soprattutto durante periodi di intenso stress

B

BITE
Apparecchio per bruxismo per la protezione dei nostri denti Il termine Bite è anglosassone e significa “morso” e infatti va posizionato tra l’arcata superiore e quella inferiore della bocca. Si tratta di un piccolo accessorio, solitamente trasparente, che aiuta la mandibola ad avere una posizione più corretta, proteggere i denti dai danni causati dal digrignamento e, allo stesso tempo, risolvere fastidiose cefalee. Si possono principalmente classificare due gruppi in base alla modalità di creazione ed al materiale utilizzato:
  • Bite personalizzato,
  • Bite automodellante
 
Il bite personalizzato Si tratta di un apparecchio creato ad hoc dal dentista per il singolo paziente, studiato per trattamenti a medio o lungo termine. La sua prescrizione viene fatta da un odontoiatra e realizzato in base all’arcata dentaria del cliente. Realizzato in resina, è quasi invisibile, fine, comodo da usare e perfettamente adattabile ai denti. Il costo è tuttavia elevato. Il bite automodellante Capace di adattarsi alla dentatura di ciascun individuo. Ha una forma anatomica che offre comfort grazie ad un particolare materiale termoplastico che, messo in acqua calda diventa morbido e può prendere la forma esatta della dentatura e, raffreddato la conserva. Questo tipo di bite, se è di buona qualità, dovrebbe avere la parete laterale più sottile e morbida per dare stabilità e comfort, il piano occlusale, dovrebbe essere più spesso e robusto per creare un piano d’appoggio che faciliti lo slittamento dei denti durante il digrignamento e renda il bite resistente all’usura. Il costo di questi Bite è naturalmente molto più basso rispetto a quello che viene realizzato dai dentisti. In presenza di disfunzioni dentali, gengivali o nel caso si utilizzino apparecchi ortodontici o protesi  si consiglia di consultare il proprio medico per valutare eventuali incompatibilità.

D

DENTI USURATI
I tuoi denti anteriori si sono accorciati, come se fossero stati limati? Ti capita che si sbecchino anche se non hai morso accidentalmente qualcosa di molto duro? Se i tuoi denti sono continuamente sottoposti ad un’azione meccanica di sfregamento (nel caso del digrignamento dei denti) o di pressione (nel caso del serramento dei denti), lo smalto dentale, il tessuto duro che ricopre esternamente i denti, si danneggia e si indebolisce. Ecco i danni più frequenti:
  • sbriciolamento progressivo del margine dei denti anteriori, che si accorciano;
  • sbeccature o fratture dei denti posteriori, sia di denti apparentemente sani che di denti già otturati;
  • lesioni del colletto dentale, spesso associate alla retrazione gengivale.
Quando ci accorgiamo di questi danni dentali è importante affidarsi ad un dentista esperto, in quanto non solo il bruxismo può causare danni dentali.

D

DIGRIGNAMENTO DENTALE
È l’atto, principalmente notturno, di strusciare o sfregare i denti tra loro. Può presentarsi in due diverse direzioni: o verso l’avanti, sui denti anteriori, o lateralmente, sui denti posteriori. Può essere associato a importanti problemi dei sonno, che non vanno trascurati. Può causare importanti usure dentali, alterando il profilo della linea del sorriso, può scheggiare i denti o anche fratturarli. Durante il sonno infatti viene meno la nostra capacità di controllo ed è possibile sviluppare forze molto intense, che da svegli quantomeno desterebbero la nostra attenzione.

M

MALOCCLUSIONE
L’occlusione è, in estrema sintesi, “l’ingranaggio dentale” ed il termine malocclusione si riferisce quindi ad una “chiusura” dentale non corretta. Ci sono dei criteri necessari a soddisfare una buona occlusione dentale e sono davvero molti, in particolare riguardano il disallineamento dei denti nelle arcate dentarie, o meglio, il loro corretto allineamento:
  • i denti inferiori devono stare leggermente più arretrati rispetto ai superiori e devono chiudere più all’interno, come se i denti superiori rappresentassero il coperchio di una scatola;
  • un dente di un’arcata deve entrare in rapporto con due denti dell’arcata opposta, proprio come gli ingranaggi di un meccanismo (non a caso si chiamano ruote “dentate”);
  • gli incisivi superiori (i denti frontali centrali) devono coprire i denti inferiori di un paio di millimetri e sopravanzarli sempre di un paio di millimetri;
  • i contatti dentali dovrebbero essere sincroni sui due lati, senza grossolani scivolamenti e devono garantire un appoggio stabile e univoco.

S

SERRAMENTO DENTALE
È l’atto di stringere i denti delle due arcate tra loro, sia nella chiusura dentale abituale che in posizioni più innaturali, come ad esempio in appoggio sui denti anteriori. Questa attività è estremamente faticosa per l’articolazione temporo-mandibolare (che può sviluppare rumori mandibolari come una sorta di “click”, fino a veri e propri scrosci, tipici dell’artrosi) e per i muscoli masticatori, facciali e anche cervicali. Questo può portare a mal di testa, tensioni cervicali e dolori al viso. Il serramento dentale può essere sia notturno che diurno e può causare molti danni anche a denti o gengive, come l’infiammazione e la retrazione gengivale.

S

SERRAMENTO MANDIBOLARE
Si tratta dell’irrigidimento dei muscoli facciali NON accompagnato da contatto dentale. Ed è proprio questa peculiarità che inganna: se non ho i denti a contatto possibile che stia bruxando? In realtà questa è una delle condizioni più faticose in quando attiva tutti i muscoli facciali: sia quelli della chiusura mandibolare (potenti, situati su guance e tempie), sia quelli dell’apertura (piccoli e deboli, attaccati alla stessa articolazione temporo-mandibolare), sia sugli stabilizzatori “orizzontali” rappresentati dai muscoli di lingua e gola. Potremmo quasi dire che la protagonista del serramento mandibolare è proprio la lingua: la sua spinta può infatti provocare spostamento dei denti incisivi, affaticamento e irrigidimento dei muscoli del collo e difficoltà in deglutizione.